Gameti in crisi

Vota anche tu per l’estinzione

Mentre l’intenso dibattito mediatico attorno alle prossime elezioni impervia, io da donna frivola quale sono, mi occupo invece di notizie più superficiali che rappresentano a mio avviso, più della faccia liftata di Berlusconi, la tragedia dei tempi che corrono.

Pare sia  stata pubblicata la ricerca di un’ equipe di medici europei che ha evidenziato come la presenza di spermatozoi presenti all’interno del liquido seminale maschile negli ultimi 40 anni sia calata circa del 40%. Un uomo americano, europeo, o asiatico, rispetto ai suoi nonni, possiede quasi la metà di spermatozoi, che sembra non si siano semplicemente ridotti in termini di numero, ma anche di qualità.

In questi ambiti, la qualità si misura in standard decisamente virili: uno spermatozoo per essere davvero macho deve essere veloce e avere grande mobilità. Ecco sembra che insieme al numero, queste due caratteristiche siano sempre meno riscontrate: i nostri amici sono lenti e di qualità scadente. Sono un po’ depressi diciamo, e quindi molto spesso la già ardua impresa della fecondazione dell’ovulo diventa una missione pressochè impossibile.

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A questo si aggiunge il fatto che, soprattutto in Italia, l’età media della donna che si approccia alla maternità supera la trentina, dove avviene un calo fisiologico della fertilità e quindi la combo ovulo non freschissimo e spermino lento e poco motivato, determinano la cosiddetta infertilità di coppia, a cui la nostra cara ministra Lorenzin ha voluto dedicare il ben noto Fertily Day.  L’infertilità infatti provoca il temibile calo demografico: la popolazione nel tempo invecchia e la possibilità che il sistema pensionistico possa reggere a queste condizioni è improbabile.

Insomma, ci stiamo estinguendo.

Io ne sono anche abbastanza contenta vi dirò e non ne sono nemmeno stupita. Ho letto tempo fa, su una rivista americana, il parere di un ginecologo esperto in estinzioni animali. Si analizzava l’estinzione del panda, che è stata poi interrotta grazie alle tecniche di fecondazione assistita operate dall’uomo. Perché vi chiederete voi cari amici è stato necessario mettere in provetta pure i panda? Perchè gli orsetti furboni, ad un certo punto, hanno smesso completamente di accoppiarsi, e studiando il perché (anche abbastanza ovvio) di questo fenomeno, si è poi scoperto che era correlato al numero sempre più esiguo di risorse a loro disposizione.

Le foreste di Bambù sono state estirpate per far spazio all’agricoltura e i simpatici mammiferi mangioni, hanno ancestralmente smesso di accoppiarsi, perché di fronte alla mancanza di risorse per crescere la prole, la prole era meglio non esistesse. In fondo è un po’ quello che succede agli animali negli zoo, più lo spazio vitale di un animale si restringe e il suo poter essere animale nell’ambiente è impedito, più diminuisce la possibilità che avvengano accoppiamenti naturali o nascano cuccioli.

Ecco, sta tutto qui. Io credo che all’uomo stia succedendo una cosa simile. Se ci si guarda attorno la percezione è quella di mondo sempre più ostile, con risorse che nel tempo diventano sempre più limitate, e la cui corsa al procacciamento delle stesse ha condotto negli ultimi anni a un disastro nell’ecosistema che sappiamo tutti essere un processo difficilmente reversibile.

Di fatto siamo uomini, e nonostante ci si sia  convinti che indossando abiti firmati, guidando belle macchine e andando al ristorante, la nostra parte più mammifera non esista, ce lo ricordano i nostro ovuli e i nostri spermatozoi che basta, forse è il venuto il momento di farsi due domande. Perchè siamo una civiltà molto brava e puntuale nel dare risposte, ma lacunosa nel mettersi in discussione: siamo fortissimi sulle tecniche di fecondazione in vitro, ma meno bravi a creare le condizioni sociali perché queste non servano.

Non solo, sembra che si faccia sempre meno l’amore: in Svezia il governo ha realizzato un intermezzo pubblicitario in cui invitava le coppie di fronte alla televisione a spegnere l’infernale aggeggio e darsi da fare. Siamo troppo distratti dalla tecnologia e abituati all’intrattenimento passivo: anche fare l’amore diventa poco invogliante. Trovo che se siamo giunti a questo livello, l’alert sia massimo ed è  anche su queste questioni che la politica dovrebbe interrogarsi .

Non abbiamo bisogno di promesse su tasse che verranno magicamente estinte mentre dal cielo pioverà oro, o di garanzie sul benessere che gronderà a fiumi in un’orgia di lavoro e crescita del PIL: credo sia chiaro ormai che non basta quello per rendere dei cittadini felici.

Bisogna tutelare e garantire la qualità della vita, la qualità dell’ambiente in cui viviamo, avere la sicurezza che chi ci rappresenta ha davvero a cuore la sorte dei suoi cittadini e dei figli che verranno dopo di loro, e invece la politica è diventata uno show di individui narcisisti che recitano la loro piecé teatrale tentando di smantellare quello che è stato fatto nella legislazione precedente.

E così all’infinito, in un eterno ritorno da girone dantesco.

Io domenica andrò a votare, vorrei evitare tantissimo di trovarmi il Berlusca o Salvini come presidenti del consiglio, cosa che è molto probabile succeda. Domenica ho organizzato un rituale ellenico, in cui brucerò incenso e ballerò come una vestale tenendo fra le mani l’etica di Spinoza e chiedendo l’interdizione di YHWH (mi sembra un Dio più severo degli altri), nella speranza che elimini i corrotti, salvi i giusti e faccia resuscitare Ugo Tognazzi per qualche ora mentre in loop mi fa la scena della Supercazzola, solo per me.

E voi, cari amici,  come vi preparate per le elezioni?

13 pensieri riguardo “Gameti in crisi”

  1. Cara, io mi preparo arrabbiandomi notevolmente e mangiandomi il fegato quando sento le opinioni politiche di certe persone che mi stanno vicine. Male, malissimo. Il mio contributo comunque l’ho già dato: a Barcellona la scheda elettorale è arrivata una ventina di giorni fa e ho già votato, con il tuo stesso obiettivo. Se c’è spazio per il tuo rituale ellenico, mi accodo.

    E per quanto riguarda l’argomento fertilità: sono d’accordo che le condizioni (distrazioni?) in cui viviamo hanno reso meno appetibile la figlianza da un lato, ma anche molto più difficile ottenerla, per chi la vuole. Lavorare per 3 anni in una clinica di riproduzione assistita mi ha fatto arrivare all’amara conclusione che io non lotterei per la mia riproduzione, in caso la mia fertilità risultasse compromessa.

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    1. Cara Giulia, sono d’accordo con te. Se dovesse arrivare un momento per me, in cui dovessi realizzare che per i più svariati motivi (ho superato da diversi anni la trentina e il compagno la quarantina) non riuscissi ad avere un figlio, non credo mai mi sottoporrei a induzioni farmacologiche, prelievi di ovuli, impianti. Non riuscirei a reggerlo, per come sono fatta. E non credo lo vorrei nemmeno.

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      1. Siamo nella stessa situazione anagrafica di coppia 😉 È un percorso molto duro, io credo darei la preferenza a ciò che “la natura” ha deciso per me.
        Beh, attendo l’invito per il rituale ellenico allora!

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  2. Sulle elezioni avrei voluto scrivere un post lungo così, ma poi mi sono ricordato che sono grande e che ho passato già abbastanza tempo a parlare e scrivere di politica per continuare a farlo.
    Sulla pandizzazione dell’essere umano, invece, non ci credo per niente, anzi, il contrario: il problema è la sovrappopolazione, non la potenziale estinzione. Solo che il nostro* punto di vista è leggermente influenzato dal fatto di essere trentenni sulla via del quarantennio senza figli e senza nemmeno l’idea/possibilità/presa in considerazione di farli, circondati da amici e parenti trentenni sulla via del quarantennio che sono esattamente nella nostra stessa posizione. Se fossimo in Niger, sempre alla nostra età, probabilmente avremmo sette figli e chissà quanti nipoti, con buona pace dei panda.

    * il mio magari non tanto, che mi sono riprodotto relativamente presto e ho due figlie abbastanza grandi, ma però oggi mi sento portatore di un sentire comune, per cui generalizzo.

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    1. Il tuo commento si annovera fra i più lunghi di sempre! In merito alla pandarizzazione, non ho specificato che il fenomeno resta limitato alla parte più urbanizzata del continente. Lo sperma africano è forte, e anche quello cinese sembra. E concordo con te che se fossimo in Nigeria, io sarei madre di diversi pargoli e forse avrei già dei nipoti, con buona pace delle pippe mentali che mi faccio. Comunque mi aspetto un commento post elettorale a questo punto!

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      1. Più che altro è bene il contenuto. La forma invece è la solita spocchiosa di chi ti spiega come va il mondo ed è adatta a convincere giusto chi già la pensa come lui.

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