E poi…

Di notifiche, tartarughe e silenzi

Sono giorni che sul mio Iphone appare una notifica, che credo di aver creato io (dico credo perché non ho la più pallida idea di come abbia fatto)  che mi ricorda a più riprese durante la giornata, il seguente (profondo) messaggio: “E poi”.

All’inizio ero parecchio infastidita da questo rutilante pushing karmico nei miei confronti, poi ho iniziato ad apprezzarne l’utilità e a pensare che dopo tutto, dopo la vita, il lavoro, la famiglia, le relazioni, i viaggi, le malattie, le cose belle e brutte, l’estate e l’inverno c’è sempre un poi.

Tipo stamattina mi sono accorta, dopo quel “E poi”,  che erano due mesi che non aggiornavo più il blog. O più genericamente non scrivevo, causa principale di assenza di post. Sarebbe stato molto bello se ciò fosse accaduto  a causa di qualcosa di  importante, edificante o nuovo. In realtà lo attribuisco a un pigro e banale scorrere del tempo che mi ha portato dritto qui, alle porte dell’inverno e del grande cabaret natalizio.

Il mio approccio rispetto alle azioni che compio e alle cose che faccio nella vita segue il flusso delle stagioni, appena arriva l’autunno entro in una sorta di letargo energetico che mi impone  il nulla. Mi sento come il saggio Morla nelle Paludi della Tristezza che dopo aver passato secoli di inedia e solitudine parla riferendosi a sé stesso con il nos maiestatis. (per chi non conoscesse la citazione, film La Storia Infinita, e per cortesia recuperate questa lacuna!! ).

original1

Mi trascino per casa con delle pantofole imbottite di lana a forma di pecora e una coperta di pile, versione Yeti moderna,  con le mani cinte dietro la schiena bofonchiando lamentele sul mondo, la tassazione, lo Stato e i panettoni che non hanno più il sapore di una volta. Un po’ come gli anziani che guardano i cantieri.

image

Sono simpatica come la gengivite e credo che a breve il mio fidanzato mi ripudierà a favore di una minorenne dell’est, che come insegna Paola Perego, è certamente migliore di un’italiana over trenta.

In tutto questo tempo però ho letto dei libri interessanti, che esulano un po’ i titoli che ricorrono spesso in rete nell’ultimo periodo e dei quali, se non mi si ibernano completamente i neuroni vi parlerò. Non come consigli di eventuali regali, ma come goduriose letture singole per affrontare con dignità questo mese in cui dovremmo avere necessariamente a che fare con parenti chiassosi, famiglie disfunzionali, colleghi antipatici e regali da reciclare!